Ieromartiri, Martiri e Confessori di Yaroslavl’ e Rostov 

I Martiri della chiesa Russa

I Martiri della Chiesa Russa

Padre Nikolaj Ivanovich Lyubomudrov nacque l’11 di Aprile del 1862, il mercoledì della Settimana di Pasqua, nel villaggio di Yurkino, Poshekhonye di Uyezd, provincia di Yaroslavl, nella famiglia di un lettore. Padre Nikolaj era il più vecchio dei sei figli di Ivan Mikhailovich e Olga Ivanovna Lyubomudrov. Il cognome di Ivan Mikailovich originariamente era Suslonov, ma quando entrò nella scuola teologica il rettore lo cambiò in Lyubomudrov ("amore per la saggezza"), considerando questo come più idoneo per il futuro che lo attendeva da uomo ecclesiastico. Nel 1877 Nikolaj terminò i suoi studi alla scuola teologica di Peshekhonye ed entrò nel seminario teologico di Yaroslavl. Nel 1884 terminò gli studi con il massimo dei voti, cosa che gli garantì l’accesso all’Accademia teologica. Purtroppo Nikolaj non aveva i mezzi per poterci andare, come figlio maggiore di una madre vedova aveva l’obbligo di aiutare lei , i suoi fratelli e le sorelle più giovani. Dal 1884 al 1887 servì quindi come lettore nella chiesa della natività della Madre di Dio sulla via Dukhovskaya a Yaroslavl. Il 2 di febbraio del 1887 si sposò con una ragazza del villaggio di Pechelki, Sophia Petrovna Dyakonova, insegnante in una scuola per figli di contadini nel villaggio di Abakumtsev (fondata N.A. Nekrasov). Suo fratello, Alexander Petrovich Dyakonov, divenne professore all’Accademia Teologica di San Pietroburgo.



In poco tempo Nikolaj Ivanovich venne ordinato presbitero, e all’inizio di marzo dello stesso anno, arrivò nel villaggio di Latskoye, Mologsky di Uyezd, provincia di Yaroslavl, dove avevano disposto che prestasse servizio e dove rimase per ben 32 anni.

Latskoye era un insediamento commerciale abbastanza popoloso sulla strada principale. Aveva una chiesa in pietra dedicata all’Ascensione del Signore, e un cimitero con le croci di legno dedicato all’Icona della Madre di Dio di Kazan.

Padre Nikolaj divenne presto un punto di riferimento per i suoi parrocchiani, la sua intera vita trascorse a Latskoye dove servì il suo gregge con vivace amore per il prossimo, con cura attenta sia per i bisogni sia spirituali che materiali dei suoi parrocchiani. Sviluppò un inusuale programma educativo di carattere teologico, che non si limitava alle predicazioni durante la Liturgia e l’insegnamento della legge di Dio nelle tre classi della scuola di Zemsky. Padre Nikolaj creò la prima libreria per contadini in Latskoye (inaugurate nel 1895), nella quale si raccolsero, grazie ai suoi sforzi, libri di spiritualità, classici russi, letteratura per ragazzi, libri per bambini, giornali e riviste.

Con lo scopo di fortificare il senso morale della sua gente, intraprese una crociata contro l’alcoolismo, aumentando la cultura e il livello d’alfabetizzazione, instillando un profondo senso pratico per i moderni metodi di agricoltura. Padre Nikolaj organizzò incontri pubblici di letteratura, illustrando il tutto attraverso un proiettore e le prime diapositive . Queste letture si svolsero di Domenica , in autunno ed in inverno, dal 1900 fino all’anno 1915 con una media di 600 spettatori, fra i relatori figuravano lo stesso Padre Nikolaj, sua moglie e i suoi figli, come pure i maestri e gli insegnanti della scuola locale.

I suoi sermoni e le sue letture servivano a Padre Nikolaj come campo di battaglia contro la piaga dell’alcoolismo. Lui stesso si astenne da questa passione fin dalla sua giovinezza e condannò fermamente e con risolutezza l’uso dell’alcool e il vizio del fumo.

Su 10 “desjatina” di terra di proprietà della chiesa (antica unità di superficie russa all’incirca 110 metri quadrati) assegnata alla sua famiglia, Padre Nikolaj introdusse un modello nuovo di economia agricola. Aveva un frutteto di mele ed un’ arnia, e spesso dispensava consigli ai contadini sul come rendere la terra più fertile, e ottenne un tipo di semi di alta qualità, arrivando addirittura ad ordinare dei macchinari agricoli dall’America.

Padre Nikolaj rifiutava nettamente il sistema di decima pagata dai contadini poveri, a favore di un salario fornito direttamente dallo stato; infatti riteneva il ricevere dai primi, notoriamente già poveri, una pratica umiliante e immorale.
Ecco perché Padre Nikolaj diede ai suoi otto figli un’educazione secolare, arrivando a garantire a tutti un’ educazione di alto livello.
Padre Nikolaj amava molto la musica e imparò da solo a suonare il violino. Fondò infatti il coro a Latskoye nel quale cantavano tutti i suoi figli.

Nel 1912 Padre Nikolaj venne nominato diacono del primo distretto di Mologsky di Uyezd della provincia di Yaroslavl.

Il figlio di Padre Nikolaj, Vladimir, raccontò che suo padre “ era energico e pieno di vita, richiedeva da se stesso e dagli altri un’onestà cristallina, amava gli uomini come tali, ed era amato allo stesso modo da tutti coloro che lo conoscevano. Come servo della Chiesa era rispettato dai credenti e non solo da quelli della sua parrocchia. Mancando di una qualsiasi forma di ipocrisia, animato poi da un sincero desiderio di essere d’aiuto in qualunque forma possibile, per non parlare delle sue attività pubbliche, aumentò a dismisura la sua popolarità; in verità mio padre era profondamente imbarazzato da questa cosa, ne aveva persino paura, dal momento che avrebbe preferito passare per una persona ordinaria che aveva però lo scopo di vivere per gli altri … Come ognuno, non era senza colpe, ma conosceva bene i suoi limiti e cercava di superarli. Uno dei suoi difetti era l’irascibilità, mia madre Sophia Petrovna, gli diede una grande mano a superare questo limite, grazie al suo tatto e alla sua calma eccezionale.” 

La vita di Padre Nikolaj venne benedetta da due Santi: Giovanni di Kronstadt e il Patriarca Tikhon. Padre Nikolaj aveva una sincera adorazione per Giovanni le cui preghiere lo avevano aiutato in molte malattie pericolose, come il tifo. Era il 1889, Padre Nikolaj cadde ammalato di questa malattia e la moglie, nonostante fosse in gravidanza, viaggiò fino alla capitale dove si rivolse al Santo di Kronstadt . Padre Giovanni pregò e al termine annunciò : "tuo marito migliorerà e tuo figlio sarà sano”.

Padre Nikolaj guarì e il figlio che nacque fu l’unico che sopravvisse fino ai nostri giorni.

Padre Nikolaj era anche conosciuto dall’ Arcivescovo Tikhon di Yaroslavl, il futuro Patriarca e martire. Nell’agosto del 1912 Vladyka Tikhon viaggiò per le comunità parrocchiali della propria diocesi e soggiornò per un giorno intero con Padre Nikolaj.

Dopo la rivoluzione , Padre Nikolaj non mostrò il suo appoggio alle nuove autorità, mantenendo però, ai limiti del possibile, un atteggiamento neutrale. Il comitato locale “volost” decise di ispezionare il villaggio in cerca di pane, e la prima casa ad essere ispezionata, in modo volutamente crudele e offensivo, fu proprio la sua. Minacciarono di sequestrargli la terra e le proprietà arrivando a dire pubblicamente che lo avrebbero giustiziato.
Sconvolto da quanto udiva, Padre Nikolaj venne consolato da sua moglie.

Nella primavera del 1918 tutti i bambini rientrarono alle loro case per le festività di Pasqua ed il servizio per la Settimana Santa e la Pasqua venne svolto con una solennità speciale.
Su insistenza dei suoi figli decise di richiedere il reimpiego in un villaggio più tranquillo. L’Archimandrita Giacomo rigettò comunque la sua richiesta, dicendo che non poteva lasciare il gregge che gli era stato affidato e in più aggiunse:
"Se ti uccideranno riceverai la corona del martirio dal Signore stesso"

Nel luglio del 1918 la rivolta scatenata dal partito socialista russo “SRs” raggiunse Yaroslavl, Rybinsk e altre località, non ricevendo sostegno dai contadini venne velocemente soppressa.
-Nel settembre dello stesso anno scatenarono il loro “terrore rosso” in risposta a quella rivolta che invece scatenò alcune rivolte contadine il mese successivo nella provincia di Yaroslavl, una di queste interessò il villaggio di Latskoye. -

Il 19 Ottobre del 1918 un gruppo armato di persone senza alcuna spiegazione radunò l’intera popolazione del villaggio in piazza per incitarli alla rivolta contro i bolscevichi. Con un mix di persuasione e minacce formarono un gruppo di reclute che venne condotto alla più vicina stazione ferroviaria
.
Le madri e le sorelle dei coscritti corsero allora da Padre Nikolaj pregandolo di recitare un Molieben per la loro salvezza. La figlia di Nikolaj tentò di dissuaderlo, ma questi ritenette suo preciso dovere da cristiano servire il Molieben. La banda di ribelli procedeva lenta, dopo solo dieci verste (unita di misura dell’Impero Russo) cominciò a piovere e cominciarono a disperdersi ed entro la sera dello stesso giorno tutti i villici erano rientrati sani e salvi nelle loro abitazioni.

Presto, molti degli attivisti dichiarano il Molieben celebrato “un atto contro-rivoluzionario”, sostenendo che quel servizio aveva garantito la vittoria alle autorità sovietiche.
Il giorno successivo giunse la notizia che un distaccamento punitivo di fucilieri Lettoni era in marcia per saldare il conto con gli organizzatori e partecipanti a quella rivolta.
Giunsero voci che persino molti preti dei villaggi vicini erano stati fucilati.

In quel momento Padre Nikolaj era in casa con la figlia ventiduenne e suo figlio Vladimir di 13 anni. Sua moglie era presso sua madre malata, ma avrebbe dovuto rientrare presto. I bambini ed i contadini consigliarono Padre Nikolaj di nascondersi.

"Batyushka, corri nel bosco, in una capanna, là sarai al sicuro"
Ma Padre Nikolaj replicava:
"Non ho commesso nulla di cui aver paura"

Non considerandosi colpevole di nulla di fronte alle autorità e scartando a priori l’idea di abbandonare il suo gregge, cosa che per altro avrebbe suscitato dei sospetti, Padre Nikolaj si rimettè alla misericordia di Dio.

Avvertendo la fine come vicina, scrisse un saluto ai familiari, ribadendo il suo amore e la sua gratitudine per tutti gli anni trascorsi insieme, sopratutto a sua moglie, e scrivendo ad ognuno dei suoi figli evidenziando i loro difetti e i loro pregi, dispensando loro consigli per il futuro.
Li richiamò alla vera Fede e all’amore l’uno per l’altro, e li benedisse tutti.
La mattina del 18 Ottobre (o secondo altri il 19) Padre Nikolaj ricevette un telegramma da sua moglie e corse alla stazione per accoglierla.

I treni erano irregolari e aspettò un giorno interno , senza incontrarla.
Tornò da solo la sera.

Sua figlia Olga testimoniò che trascorse tutta la notte in preghiera in ginocchio con una candela in mano.
Il 20 di quel mese era la domenica di Demetrio, Padre Nikolaj celebrò la Liturgia e una Panikida nella chiesa dell’Ascensione.
Quella mattina il concilio locale decise di fucilarlo,per questo due soldati con in testa il commissario locale si diressero verso la chiesa.
Quando finalmente Sophia Petrovna arrivò nella stazione di Shestikhino era notte, ma decise di non aspettare un mezzo di trasporto e si avviò a piedi verso casa … come avvertendo la sciagura imminente. Vide gli uomini armati di fronte la chiesa, questa non era particolarmente piena e le celebrazioni erano terminate, vedendola le disse:

"Sonya, sei arrivata..."
Sophia Petrovna disse:
"sono venuti per te..."

Dopo esserci tolto i paramenti Padre Nikolaj disse addio ai suoi congiunti ed al lettore, benedicendoli tutti. Il commissario ed i suoi uomini lo condussero fuori dal villaggio, seguito a breve distanza dalla moglie e dai figli.

Era una giornata fredda, ma luminosa. Le strade erano vuote, i villici erano troppo spaventati per intervenire a favore del proprio amato Batyushka …nel passare di fronte la chiesa di Kazan Padre Nikolaj si tolse il cappello e si fece il segno della croce. I soldati imposero ai loro accompagnatori di rimanere lì e portarono il prete in un campo di cavoli al di fuori del villaggio, non lontano dalla casa dei Lyubomudrovs. Alcune donne che stavano raccogliendo le foglie di cavolo videro la scena e divennero testimoni involontarie dell’esecuzione del loro Batjuska. Venne condotto alla riva del fiume e gli ordinarono di voltarsi mentre caricavano le loro armi, Padre Nikolaj si rifiutò, rimanendo innanzi a loro, facendosi il segno della croce e recitando i seguenti passi del vangelo:

"Signore ricevi il mio spirito, Perdonali perché non sanno quello che fanno”

Con due colpi Padre Nikolaj cadde a terra, I soldati gli si avvicinarono e gli spararono ancora, per poi impadronirsi della sua croce d’argento. Discussero brevemente su chi dovesse tenerla poi si unirono agli altri nel saccheggiare l’abitazione dell’uomo che avevano appena ucciso
.
Nell’udire gli spari i familiari di Padre Nikolaj con parecchi contadini accorsero sulla scena dell’esecuzione. Giaceva in una pozza di sangue, con la testa sfondata. La moglie e i figli cominciarono a piangere mentre uno dei membri del comitato esecutivo di Volost affermò:

"un cane morto da cane"

Questo avvenne all’1. 30 del 20 ottobre 1918 (vecchio calendario).

La funzione funebre di Padre Nikolaj si svolse nell’ Aprile dell’anno successivo, il 19, da tre preti. Venne sepolto nel cimitero della chiesa di Kazan, vicino all’altare. 

(fonte: Ikh Stradaniyami Ochistitsa Rus', Mosca, 1996, pp. 12-21; "Otets Nikolaj Lybomudrov", Pravoslavnaya Zhizn', 48, N 2 (578), febbraio, 1998, pp. 23-33) 

Nel 1918, tre persone vennero fucilate senza giudizio e 56 arrestate a Poshekhonye, vicino  Rybinsk. Gli arrestati minacciati da un tribunale rivoluzionario. 

(Source: Vladimir Rusak, Pir Satany, London, Canada: "Zarya", 1991, p. 29) 

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Nel 1921 arciprete Michael Belyaev,  superiore della cattedrale di Tsarsky e suo fratello, il prete  Macarius Belyaev, furono passati per le armi a Rostov. 

(Source: Vladimir Rusak, Pir Satany, London, Canada: "Zarya", 1991, p. 96) 

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Nella diocesi di Yaroslavl alcune decine di fedeli si opposero alla nuova politica ecclesiastica del Metropolita Sergio e  mantennero la fede per la Vera Chiesa Ortodossa. Padre Leonida Rozov era figlio di un prete, uscito dal seminario  divenne prete della chiesa di San Giorgio in Rybinsk. In un lettera a Vladyka Beniamino del  Novembre del 1928 scrisse: “nessuno di noi rifiuta di riconoscere Paolo poiché verso di lui non c’è nulla di personale, siamo però tutti inspirati dal rifiuto del Sergianismo come nuova concezione del mondo.  E non possiamo permettere le imposizioni di questo sistema entro i confini del distretto ecclesiastico di Yaroslavl" 

Un altro padre confessore Padre Flegont Nikolayevich Pongilsky nacque nel 1871 nel villaggio di Karyaevo, Uglich di Uyezd, provincia di Yaroslavl. L’8 Agosto del 1929 venne arrestato a causa della sua relazione con la Vera Chiesa Ortodossa di Yaroslavl . Nel Gennaio successivo fu condannato per  l’articolo 58/10 a cinque anni di esilio al Nord e rilasciato nel 1933. Suo figlio Leonida, in una lettera al Vescovo Beniamino di Tutayevo del 5 settembre  1929, disse che stava valutando l’idea di trascorrere l’inverno a Pietrogrado con il Vescovo Catacombale Demetrio e ricevere  da lui la consacrazione episcopale.

Padre Nikolaj Nikolayevich Pongilsky nacque nel 1879 a Rybinsk, provincia di Yasoslavl. Terminati i suoi studi al seminario teologico  divenne ecclesiastico e superiore nella chiesa di Rybinsk. IL 7 settembre dei 1929 anche lui venne arrestato a causa della sua relazione con la della Vera Chiesa Ortodossa di Yaroslavl, e anche lui condannato a 5 anni di lavoro forzato. 

Padre Basilio Nikolayevich Poroikov nacque a Rostov nel 1882, divenne prete prestando servizio proprio in una chiesa di Rostov. Arrestato a causa della Vera Chiesa Ortodossa anche lui dovette scontare cinque anni nei campi. 

Igumeno Cornelio (Alexeyevich Alexeyev) nacque nel 1873 nel villaggio di Barbashi, provincia di Pskov. Dopo aver ricevuto un’ educazione elementare venne tonsurato con la mantia con il nome di Cornelio. Rimasto fino al 1919 nel monastero di Spaso-Eleazar. Dal 1919 al 1924 ne divenne igumeno. Dal 1924 al 1930 assistente della cella del Vescovo Barlaam (Ryashentsev).  Vivendo a  Yaroslavl. Nel gennaio del 1930 venne arrestato anche lui in relazione a causa della relazione con la Vera Chiesa Ortodossa e condannato a tre anni di esilio al nord,  (Sources: M.V. Shkarovsky, "Novomuchenik Arkhiepiskop Veniamin i yego ispovedaniye", Pravoslavnaya Rus', N 18 (1591), 15/28 September, 1997, p.7; I.I. Osipova, "Skvoz' Ogn' Muchenij i Vody Slyoz", Moscow: Serebryanniye Niti, 1998, pp. 282-283, 321) 

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Nel 1943 il prete F. Smirnov, un prete girovago che agiva in segreto, venne arrestato. 

Secondo le testimonianze era un uomo di chiesa particolarmente fanatico. Condannato a 8 anni di prigione da un tribunale della NKVD di Yaroslavl 

(Source: M.B. Danilushkin (ed.) Istoria Russkoj Pravoslavnoj Tservki 1917-1970, St. Petersburg: Voskreseniye, 1997, p. 539)

 

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