IL GIUDA ISCARIOTA DELLA CHIESA RUSSA

Il Giuda Iscariota della Chiesa Russa

Il Giuda Iscariota della Chiesa Russa

Il 23 Gennaio 2017 si è ” celebrato” il centocinquantesimo anniversario della nascita del “Patriarca” Sergio (Stragorodsky) di Mosca, colui che tradì centinaia di migliaia, se non milioni, tra i migliori cristiani del nostro tempo, denunciandoli al KGB come “controrivoluzionari” e di conseguenza consegnandoli alle torture e alla morte nei gulag sovietici divenendo egli stesso in questo modo ” un agente dell'anticristianità internazionale”, come dichiarò una delle sue vittime, Boris Talantov. Il 26 di gennaio il suo successore, il Patriarca Cirillo (Gundiaev), nome in codice “Mikhailov” negli archivi del KGB, celebrò a Mosca un Panichida alla sua memoria, e recitò queste parole innanzi alla sua tomba (In corsivo comparirà il nostro commento a riguardo) “ il Metropolita Sergio ha fatto tutto il possibile affinché la Chiesa sopravvivesse nella vita della nostra gente” (Митрополит Сергий делал все для того, чтобы Церковь сохранилась в жизни нашего народа.)

Perché definirlo Metropolita e non Patriarca? Forse non potrebbe essere perché, nelle coscienza e per la gente di Russia, Sergio, appunto non è mai stato visto come un vero Patriarca, avendo acquisito questo alto grado nella Chiesa chinandosi di fronte a Stalin e passando sui cadaveri di tutti i suoi compagni Ierarchi vuoi che, quando venne promosso Patriarca nel 1944 non vi erano rimasti che un pugno di compagni nel tradimento, per eleggerlo e incoronarlo. Il resto era già stato imprigionato, torturato e messo a morte per non aver fatto quello che Sergio fece, - cioè rendere la Chiesa un mezzo mondiale di anticristianità. Altri stavano ancora marcendo vivi nei campi condannati a quel destino dallo stesso Sergio al momento che dichiarò che questi non erano che “controrivoluzionari”. Questa è la Chiesa che Sergio aveva in mente di conservare per i posteri? No, è la stessa morte spirituale, la morte di Giuda che si è impiccato per 30 denari e per questo discese all'inferno, come esempio e come avvertimento per tutti i traditori fino alla fine dei tempi.

Pochi allora compresero la saggezza dei suoi atti
(Не все могли в то время понять мудрость его поступков.)

Vero, troppo vero, le uniche parole vere in tutto questo discorso ... il “Locum Tenens” del trono Patriarcale, questo è quello che il capo della Chiesa e il metropolita Sergio devono al loro leader ecclesiastico, il Metropolita Pietro falli completamente nel capire questa saggezza, quanto chiese dal suo esilio oltre il Circolo Polare Artico che Sergio facesse un passo indietro in questa sua decisione. Anche il Martire Giuseppe di Pietrogrado non arrivò a capire nulla di questa saggezza, denunciandone le pubblicamente la sua falsità. Lo Ieromartire Cirillo di Kazan, l'amico di San Giovanni di Kronstadt, il più riverito ieratico nella Chiesa Russa, falli in tutto nel non comprendere questa saggezza, denunciandone all'opposto la crudeltà e il fariseismo. L’Anziano di Optina Nectario, a cui il Patriarca Tichon si consultava su tutte le decisioni importanti, in quel momento non percepì nulla della saggezza di Sergio, dicendo già nel 1927 che il veleno del rinnovazionismo già gli scorreva nelle vene e proibendo ai propri figli spirituali di recarsi nelle sue chiese. L’intero coro dei Santi e nuovi Martiri e Confessori fallirono nel comprendere tale saggezza, perché avendo acquisito “l'umiltà nella vera saggezza (Giacomo 3:13) preferirono essere ingannati e volontariamente di sottoporsi a torture e morte, piuttosto che accettare la saggezza intrinseca di Sergio, sapendo che questa saggezza non scende dal cielo ma è terrena, sensuale, demoniaca (Giacomo 3:15)

“molti che hanno avuto una visione superficiale lo hanno accusato, altri eroicamente lo hanno difeso”
(Многие с легкостью обвиняли его, другие — героически защищали.)

Non c’è nulla di superficiale sulle accuse rivolte a tutti i coraggiosi e i migliori che hanno fatto parte della Chiesa di Cristo. È una cosa molto pesante, così importante, che nessun uomo che ne è l'oggetto e ne comprende la giustizia può non essere schiacciato da essa. Parlando poi di eroismo, cosa nel difendere un Giuda? Cosa c'è di eroico nel lodare una via che ti permette di morire candidamente nel tuo letto? Come del resto è venuto a Sergio, mentre centinaia di migliaia di tuoi fratelli stavano morendo nei tormenti? Cosa c’è di eroico nel rifiutarsi di dire persino una parola a difesa dei tuoi fratelli condannati ingiustamente?

“Il Metropolita Sergio stesso, il futuro Patriarca, aveva una visione chiarissima della sua posizione, come questa fosse vulnerabile e pericolosa per la sua personale autorità, per quello che stava facendo nel nome della salvezza della Chiesa. Ed è precisamente in questo che consisteva lo scopo della sua vita ….. il Patriarca Sergio non pensò a quello che avrebbero potuto dire di lui il futuro. Fece quello che doveva essere fatto, e noi non possiamo fare altro che inchinare le nostre teste con gratitudine”
(и сам митрополит Сергий, будущий Патриарх, в полной мере сознавал уязвимость своей позиции и опасность для своего личного авторитета всего того, что он делал во имя спасения Церкви. Именно в этом — подвиг его жизни. (...) Патриарх Сергий не думал о том, как о нем скажут в будущем. Он делал то, что должен был сделать, и мы с благодарностью склоняем свои главы пред подвигом его жизни.)

Vero fino ad un certo punto. Non si è curato di quello che generazioni future avrebbero potuto dire sul suo operato. Si è curato soltanto su come salvare la sua miserabile pelle in quel determinato momento … riguardo il “per salvare la Chiesa”, sì ci penso anche ma, non l'Unica, Santa, Cattolica ed Apostolica Chiesa, che è già salva da Cristo in persona e non ha alcun bisogno di una mano umana per farlo. ( ricordate quello che accade a Uzzah quando cerco di supportare l'Arca del Nuovo Testamento con la sua mano, venne colpito a morte da Dio!) inoltre, poiché non possiamo essere sicuri che Sergio realmente si preoccupava per qualcun altro eccetto se stesso, penso a salvare la sua organizzazione di chiesa, quella che ora viene definito il patriarcato di Mosca.
In questo consiste oggi, nel mantenerne l'esistenza come fedele servitore dell'Anticristo e come trappola spirituale per future generazioni di russi.
Riguardo alle parole sulla salvezza della Chiesa, non tramite la Croce di Cristo ma tramite i trucchi degli uomini deboli e nel peccato, questa era l'eresia che la Vera Chiesa ha definito come “Sergianismo”, che il primo Ieromartire Vittorio di Vyatka - il primo vero vescovo che prese le distanze da Sergio, le cui reliquie sono incorrotte e che il patriarcato di Mosca sorprendentemente glorificato come Santo, definito - “peggio dell'eresia”.

“Innalziamo le nostre preghiere in un modo speciale per questo grande uomo, il confessore Patriarca, sulle tue azioni è dipeso il destino della Chiesa. Dopo tutto, anche se la Chiesa è invincibile e le porte dell'inferno non prevarranno mai contro di essa ( Matteo 16:18) ci sono stati nel corso della storia molti esempi di Chiese locali che sono svanite sotto la pressione di forze ostili. Sua Santità Patriarca Sergio non ha permesso la dissoluzione della nostra Chiesa, di conseguenza l’ha preservata su grande scala e ne ha predeterminato lo sviluppo spirituale attuale, per la nostra Chiesa e per il nostro popolo”
(Давайте особым образом вознесем молитвы об этом великом человеке, Патриархе-исповеднике, от действий которого во многом зависела в то время сама судьба Церкви. Ведь мы знаем: хотя Церковь непобедима и врата ада никогда ее не одолеют (см. Мф. 16:18), в истории было много примеров, когда Поместные Церкви исчезали под натиском враждебных сил. Святейший Патриарх Сергий не допустил исчезновения нашей Церкви. Он сохранил ее и тем самым во многом предопределил настоящее духовное развитие Церкви нашей и нашего народа».)

Sì, e in qual terribile, veramente terribile stato spirituale si trova ora il patriarcato di Mosca! E tutto questo come diretto risultato del tradimento di Sergio, che strappò via questa Chiesa da Cristo, privandola al tempi stesso della Grazia di Dio e della verità della confessione Ortodossa. E tutto”solo non soffrire la persecuzione per la croce del Signore” ( Galati 6:12) la vera Chiesa certamente prevarrà contro le porte dell'inferno, e sia Gloria a Dio che ancora esistono Cristiani Russi al giorno d'oggi. Non dimentichiamo quello che successe immediatamente dopo il dialogo fra Cristo e il Santo Apostolo Pietro sulla Chiesa. Il Signore scrisse il modo in cui avrebbe dovuto soffrire ed il modo in cui sarebbe morto per la sua sposa ed è esattamente il contrario di quello che Sergio face “allora Pietro lo prese da parte e comincio a rimproverarlo, dicendogli” O Signore questa notte dovrebbe succedere! ma egli si volto e disse a Pietro … “vade retro Satana!” tu sei un'offesa a me, poiché non sei pieno delle cose di Dio ma delle cose degli uomini’” ( Matteo 16:22- 23).
San Pietro si penti e venne mantenuto nella sua posizione di leader della Chiesa, arrivando infine a patire un glorioso martirio. Sergio non si pentì. Rimproverò i Cristiani per aver scelto la via del Cristo e morì ignorante delle cose di Dio. A lui quindi e alla sua demoniaca tentazione che lui e la sua “chiesa” continuano ad offrirci, risponderemo con le parole di Nostro Signore:
“ vade retro Satana!” ©VladimirMoss

22 gennaio/ 4 febbraio,  2017

©Traduziona a cura ROAC Italia